L'oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese vanta un eccezionale primato a livello internazionale: è la seconda zona al mondo, dopo la Champagne, per la produzione del Pinot nero per base spumante di uva pregiata.

Montecalvo Versiggia ha un suo primato “personale”: con i suoi 28.000 quintali si colloca al primo posto fra i comuni oltrepadani produttori di Pinot nero. Dal momento che solo con l’ausilio di quest’ultimo si possono produrre grandi spumanti, risulta evidente la straordinaria potenzialità di questa zona viticola.

Preistoria

Preistorica la presenza della vite in Oltrepò Pavese.

I Greci

Nell’ultimo millennio a.C. giunsero dalla colonia greca di Marsiglia nel sud della Francia le prime varietà di vite ben addomesticate.

I Romani

Tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. i Romani diffusero la viticoltura in modo sistematico.

Le “invasioni barbariche” e i monasteri

Con le invasioni barbariche la viticoltura scomparve su quasi tutto il territorio, rimase nei Monasteri anche per esigenze liturgiche. Furono i monaci di Bobbio del Monastero di San Colombano, riferimento per gran parte dell’Oltrepò, a diffondere nuovamente la viticoltura.

Dopo l’anno 1000

Dopo il 1000 le varietà di vite coltivate non erano solo quelle della tradizione romana ma anche quelle nate per incrocio con varietà giunte in loco con i popoli “barbari”.

1884 Giulietti

Dopo tre anni di lavoro una commissione presieduta da Carlo Giulietti con la collaborazione di tre agronomi, codificò come presenti nella ex provincia di Voghera (Oltrepò, Bobbiese e Tortonese) ben 225 tipologie di vitigni; solo 25 però erano presenti su vaste zone del territorio.

XIX secolo: la filossera

Nella seconda metà del XIX secolo con l’arrivo di due crittogame si modificò la gestione dei vigneti. Il danno maggiore fu causato dalla filossera. Questo insetto fu la causa della distruzione quasi totale della viticoltura europea. Per ovviare a tale calamità fu ideata la barbatella, ossia un nuovo individuo ottenuto dalle viti europee innestate su vite selvatica americana.

Oggi ….

Il territorio collinare dell’Oltrepò pavese è prevalentemente coperto da vigneti da cui nascono vini d’eccellenza, significativa la presenza del vitigno Pinot nero con circa 3.000 HA (22% dell’intera superficie).

Montecalvo Versiggia

Montecalvo Versiggia si trova nella zona collinare dell’Oltrepò Pavese, nella valle del torrente Versa, dal quale prende il nome e in cui confluisce il piccolo torrente Versiggia.

Il comune di Montecalvo opera nella regione viticola dell’Oltrepò che a sud di Pavia inizia subito dopo il Po: i campi della pianura cedono il passo alla collina e ai suoi differenti vitigni che qui si coltivano: pinot, riesling, moscato, barbera, croatina, malvasia.

Negli anni Cinquanta proprio a Montecalvo i grandi nomi della viticoltura italiana, da Cinzano a Gancia, a Riccadonna, a Martini e Rossi insieme alla Cantina La Versa, avevano eletto il centro del paese come meta preferita per l’acquisto del Pinot nero e nelle frazioni circostanti era facile incontrare questi rinomati produttori che contrattavano il prezzo dell’uva sulla pubblica piazza o che invitavano gli affezionati fornitori di Pinot a visitare le loro storiche Cantine.

Lo stesso Montecalvo ha monumenti di interesse. Tra questi il Castello, con le case che gli fanno da corona, è stato sicuramente l’abitato più importante del comune, centro del potere politico ed economico.

“E’ davvero un paese straordinario, Montecalvo Versiggia; con le sue case sparse su colline, crinali, balze, in piccole valli, tra ciuffi d’alberi, lungo serpeggianti e un tempo azzurri ruscelli; è un paese inesplorabile, mi venne da dire la seconda volta che lo percorsi. La prima, dopo aver a lungo cercato la piazza, avevo concluso: questo è un paese che non c’è.
E davvero, sembra che disperdendo le case qua e là, seminandole senza alcun piano, si pensa che avessero progettato non un paese, ma un territorio ove ogni famiglia, ogni gruppo che lo volesse mettesse su la sua casa, e vivesse per proprio conto, nel proprio posto, chiamandolo con il nome che più piaceva, o che indicava quello degli abitanti, o il suo uso, o che era saltato fuori, chissà, come una burla.”
Mino Milani
Introduzione al volume MONTECALVO VERSIGGIA.
L’uomo, la collina, il vigneto di Luca Mastropietro, 1990.
Mino Milani a Montecalvo Versiggia
Mino Milani a Montecalvo Versiggia
“I miei vecchi avevano non solo la debolezza di bere molte bottiglie di vino, ma di riporne rilevanti quantità in nascondigli. A Montecalvo dura tuttora la tradizione che Donna Luigia, moglie del nonno, abbia fatto murare ne’ sotterranei del castello 10.000 bottiglie di moscato bianco.”
Carlo Dossi
Note Azzurre, nota 5003

Il castello

Per un lungo arco di secoli Montecalvo si è identificato con il suo castello, tanto è vero che i due termini sono stati usati spesso come sinonimi.Ancora negli Stati d’anime di fine Seicento, Montecalvo era il toponimo usato dal parroco per indicare il castello, e solo successivamente è invalsa l’abitudine di indicarlo come Castello di Montecalvo. Acquistato dai Beccaria nella seconda metà del 1200, rimase per lungo tempo di proprietà della famiglia, almeno fino all’inizio dell’ottocento che diventò di proprietà dei Pisani Dossi. 

Oggi il castello è di proprietà privata. 

La chiesa della Madonna dell’Uva

Su un piccolo colle a ponente della strada che unisce Crocetta a Colombato, sorge la “Pieve della Madonna dell’uva”.

Quello che possiamo vedere è quanto è rimasto dell’antica chiesa parrocchiale del XII secolo, intitolata, come l’attuale, a S.Alessandro Martire. Il nome della Pieve si deve all’opera del pittore Delfitto che, durante i restauri degli anni Ottanta, la decorò con un affresco che rappresenta la “Madonna dell’uva”.

Ogni anno, con una suggestiva fiaccolata, si raggiunge la chiesetta per la chiusura delle celebrazioni del mese mariano. A fine vendemmia, inoltre, si celebra la giornata del ringraziamento.

Il museo

del Cavatappi

“Cavare tappi” non significa semplicemente “sbottigliare”, non è soltanto il gesto necessario per “aprire una bottiglia”. Basta avere un po’ di dimestichezza con il vino, basta saper apprezzare i piaceri della tavola e della vita, per capire che parliamo di qualcosa molto simile ad un rito; un’azione esatta e meticolosa; un’arte. Si “cavano i tappi” per liberare la gioia di vivere.

Ne sanno qualcosa gli abitanti di Montecalvo Versiggia, in alta Valle Versa, al centro della “terra del Pinot Nero”… Uomini e vignaioli che fanno il vino da sempre, che lo imbottigliano e che lo sanno bere.

Il Comune di Montecalvo ha deciso di valorizzare la sua storia e il suo patrimonio: nel 2006 è stato inaugurato il Museo del Cavatappi, il primo in Italia aperto ed allestito non da un privato, ma da un ente pubblico. L’esposizione è stata sistemata in un vecchio edificio, annesso alla chiesa parrocchiale di S. Alessandro.

Vedi il materiale sul museo del cavatappi nel sito del comune di Montecalvo Versiggia o su facebook.

I sentieri

del Pinot Nero

Oggi, forte della convinzione che economia locale, storia, geografia e patrimonio culturale siano beni da salvaguardare e da difendere, il Comune di Montecalvo ha realizzato un ulteriore progetto innovativo e di ampio respiro denominato “Siti e sentieri nella terra del Pinot”.

Sono stati identificati alcuni percorsi da suggerire a chi ama trascorrere il tempo libero camminando e pedalando tra i vigneti.

I percorsi, data la loro collocazione geografica, possono consentire al turista di conoscere storie, usanze del posto e prodotti tipici.

NumeroKm Nome Percorso
n. 1 0,4 kmCastello Brenta - Castello - Brenta
n. 2 0,9 kmStrada della guardiaBrenta - Castello - Piane - Brenta
n. 3 1,2 kmMadonna dell’uvaBrenta - Crocetta - Madonna dell’uva - Brenta
n. 4 1,1 kmPanorama 1Brenta - piazzale panoramico - Crocetta - Centro sportivo
n. 5 1,8 kmPanorama 2Centro sportivo - Crocetta - Lanzone - Casa Sartori - Centro sportivo
n. 64,8 kmPanorama 3 Brenta - Piane - Colombato - Croce - Costa - Cerchiara e ritorno
n. 7 3,2 kmSpagnaCasella - Spagna - provinciale Scuropasso - Michelazza - Casella
n. 8 2,9 kmFranciaCasella - Francia - Frenzo - Mussolengo - Tromba - Casella
n. 9 4,3 kmSavoiaVersa - Savoia - Colombara - Marchisola e ritorno
n. 10 8,3 kmPedalata tra i vigneti 1Centro sportivo - Crocetta - bivio Volpara - Versa - Colombara - Marchisola - Colombato - Centro sportivo
n. 1110,8 kmPedalata tra i vigneti 2 Centro sportivo - Crocetta - Cerchiara - Remolato - Casone - Casa Tessitori - Casella - Tromba - Mussolengo - Castelrotto - Centro sportivo
n. 1210,3 kmPedalata tra i vigneti 3 Centro sportivo - Crocetta - Cerchiara - Remolato - Casone - Casa Tessitori - Frenzo - Castelrotto - Casa Bella - Carichetta - Poggio - Casa Sartori - Centro sportivo

Scarica il documento con i percorsi in formato PDF.

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