terra del

Oggi l’Oltrepò Pavese è secondo al mondo solo alla Champagne per la produzione del Pinot Nero per base spumante.

Un presente che affonda le radici nel passato…

2020
Ai giorni nostri

Dopo oltre un secolo di tradizione spumantistica, oggi l’Oltrepò Pavese è una delle zone più importanti a livello mondiale per la produzione di uve Pinot nero da spumante con oltre 2500 ha coltivati.

In Oltrepò la viticoltura domina incontrastata il territorio collinare e vi rappresenta anche un fondamentale fatto culturale. Piccoli, medi e grandi produttori di vino costituiscono l’ossatura portante dell’economia e della società stessa.

2007: La DOCG

Dal 2007 la DOC si è trasformata in DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) Oltrepò Pavese Metodo Classico, per lo spumante tipo champenoise, prodotto in zona dal Pinot nero.

2000
1970: la DOC

Quando i vini di territorio iniziarono ad essere classificati e normati a livello nazionale come DOC (vini a Denominazione di Origine Controllata), nel 1970 venne riconosciuto il vino Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico, come tipologia della DOC Oltrepò Pavese e negli anni appena successivi (1977) il vitigno Pinot nero venne censito su 906 ha di vigneti; quindi, nell’arco di ultimi 50 anni, dal riconoscimento della DOC ad oggi, la sua coltivazione in Oltrepò si è triplicata.

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Grandi produttori

Le più importanti Cantine produttrici di vini spumanti dell’Oltrepò Pavese, fra le quali spicca soprattutto la Cantina cooperativa “La Versa” (Presidente il Duca Antonio Denari), come pure il gruppo del “Classese” ed alcuni dei più grandi produttori di spumanti italiani Metodo Classico del secolo scorso (Cinzano, Gancia, Riccadonna, Martini e Rossi) e del secolo presente (Berlucchi), hanno utilizzato anche uve di Pinot nero dell’Oltrepò Pavese per produrre le loro bottiglie di spumante metodo classico più rinomate.

1950
Prima metà del novecento

Nella prima metà del 900 sono numerose le testimonianze della tradizione contadina e i documenti storici.

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Inizio diffusione del Pinot Nero

Le uve Pinot nero compaiono fra le più ambite fra quelle utilizzate dalle Cantine Sociali dell’Oltrepò Pavese a partire dal 1920.

E’ nei primissimi anni del secolo (1902-1908) che l’azienda Vistarino di Rocca de Giorgi, seleziona il Pinot nero fra i diversi vitigni testati, come più vocato alla spumantizzazione ed inizia a diffonderlo in coltura in zona per la produzione di spumanti.

1900
L'ottocento

Si riferiscono prime esperienze di spumantizzazione in questo secolo e vengono conseguiti i primi premi enologici alle esposizioni internazionali di Londra e di Parigi nel 1875 e nel 1902 per i vini spumanti prodotti da Ottaviano Giorgi di Vistarino per “his italian vino spumante”.

Per l’intero secolo, l’Oltrepò Pavese, che allora comprendeva anche il Comprensorio di Bobbio (oggi di Piacenza), fece parte del Piemonte (Provincia di Alessandria) nel Regno di Sardegna: il cosiddetto Antico Piemonte, dal 1743 al 1860, quando passò, con l’Unità d’Italia, alla Regione Lombardia (Provincia di Pavia). Nell’Ampelografia della Provincia di Alessandria del 1875, il Pinot nero viene citato come già presente in zona da molti anni e poco dopo (nel 1884), in Oltrepò Pavese viene ben censita la sua diffusione nel dettaglio locale (censimento viticolo ministeriale redatto in quell’anno dal Giuglietti).

Prima dell’ottocento, per l’Oltrepò Pavese come del resto per la maggior parte della vitivinicoltura italiana, le notizie si fanno sporadiche e decisamente imprecise e poco si è scritto in proposito, soprattutto per quanto riguarda i vitigni utilizzati.
Il centro etnografico e culturale le testimonianze del passato.

Se hai del materiale riguardo la storia del Pinot Nero in Oltrepò Pavese o sai dove reperirlo…